domenica 4 ottobre 2009

Bucolicanna

La suora mi ha lasciato davanti a un foglio su cui aveva disegnato a matita un bel grappolo d'uva. "Coloralo!". Pennarellone viola e io inizio a colorare! Contenta! Quando la suora torna, mi guarda stupita e mi sgrida perchè gli acini non si distinguono più. Avevo colorato tutto come un unico grande triangolo viola. E io ci sono rimasta male per quei suoi occhi severi, per me era bello così.
Però oggi, più di vent'anni dopo, posso finalmente raccontare questo trauma infantile e dire che avevo ragione io. Oggi che di grappoli ne ho visti a bizzeffe. Belli, appesi e avvinghiati in tutti quei filari! Non ci sono chicchi isolati da un contorno nero! Sono tutti ammassati lì a comporre pesanti e fitti triangoli irregolari!!

Con la voglia di fare più esperienze possibili e con mamma che mi racconta da anni delle sue vendemmie spingendomi a provarla, finalmente è arrivata la mia occasione e ho colto la palla al balzo per sporcarmi in quel profumo di mosto ed essere autrice anch'io della Riserva! Adesso ho pure i calici, tra due anni la potrò bere da lì, ecco!
Un obiettivo: spossare il fisico, concentrarmi su di lui per ignorare il pensiero. Lo capisce anche il mio postino, quando gli racconto i miei propositi, che mi vede sempre seduta in uno studio davanti al computer. Lavorare con le mani è un'altra cosa, dà una forma di soddisfazione diversa, dà risultati diretti, immediati. E poi per me è stato un gioco, anche se ho ricevuto il mio compenso a fine serata, come in una scena biblica.
Per me il compenso era già stato il lautissimo pranzo, la nonna indaffarata e i ragazzi di una simpatica tavolata! E i complimenti della signora. Io una gran lavoratrice? Pensavo di non farcela veramente, ma ha vinto anche stavolta la determinazione! E mi sono pure divertita a prendere in giro quel cespuglio vagante, a raccontare aneddoti e a cantare tra i filari. Non ho sentito la stanchezza. Mi immedesimavo in una schiava nei campi di cotone... va bè forse non era poi così faticoso, però l'immagine era romantica, no?
La sera, con il cielo che si fa scuro, io, la più piccoletta, sono l'ultima a intravedere tra i filari una luna piena da ispirazione leopardiana.
Poi solo un lungo bagno caldo per lavar via la polvere di una splendida giornata di silenziosa fatica, trascorsa con la terra!
Una grande rivelazione in questo mese di ottobre: ho imparato a controllare il corpo, lo posso gestire come voglio. Ora mi manca lo spirito, ma domani è yoga!!!

2 commenti:

Steffl ha detto...

dici:'Un obiettivo: spossare il fisico, concentrarmi su di lui per ignorare il pensiero. Lo capisce anche il mio postino, quando gli racconto i miei propositi, che mi vede sempre seduta in uno studio davanti al computer.' e penso che prenda forma il colore del verbo che sempre utilizzo: corro. ;-)
ps ma zappare la vigna è faticoso. garantito!

la_stupida ha detto...

mi è capitato di zappare quando ero in Brasile, mossa da nobili intenti, ma delusa da scarsi risultati! Invece tagliare l'uva mi è riuscito bene... sarà che ho pensato tutto il tempo al vino?? :)
Correre mi affaticherebbe di più perchè non vedrei "la carota"! Ma ad ognuno il suo bastone, tu non smettere di correre! ;)