giovedì 12 novembre 2009

Forse non sarei così male in quel ruolo...

Un pomeriggio con una piccola io, vanitosa quanto basta per la sua età, ma spontanea e semplice mentre la vedo correre su una nebulosa spiaggia irrorata da schizzi di mare e costellata da piccole, affascinanti meduse.
È una bella scena, sincera come le sue risate, le nostre risate. Le sue confidenze e la nostra complicità, per farla sentire grande oggi, la mia piccoletta. È bella e fragile, ma piena di speranze va incontro alla vita con la spregiudicatezza di chi non sa cosa la attende.
Mi piace prendermi cura di lei, penso che ci riuscirò quando toccherà a me, e allo stesso tempo mi piace farmi seguire da lei, compagna di frivole iniziative, incuriosita dal mio essere adulta bambina che ancora gioca e scherza come lei, e non la sgrida quando sbaglia.
La rapisco una mattina presto e la trovo già pronta, zainetto in spalla, sorride. Ci facciamo avvolgere dalle correnti a volte bollenti, a volte gelate, ridendo del nostro essere così impacciate. Ma io sono la_stupida e mi posso permettere di non calcolare tutto, dimenticando la biancheria asciutta, fuggendo senza mutande e allungando di nuovo troppo i tempi con il telefono che già squilla rimproveri!
Ma lei che, arrampicandosi come una scimmietta al collo, mi ringrazia per questi momenti, non sa che significato ha avuto per me.

lunedì 9 novembre 2009

Another brick

Era il 1997 quando sbarcavo, piccola e ingenua in una terra straniera, ostile agli occhi di molti e obiettivamente fredda da un punto di vista climatico e morfologico. Quella terra, l’Alemania, Deutschland, insomma la Germania, di cui ancora conservo immutati ricordi e affetti, ha rappresentato per me un primo momento di crescita, una splendida esperienza durata un anno, un anno iniziato tra volti sconosciuti, parole incomprensibili e abitudini stravaganti. Mi hanno voluto subito bene però quei vichinghi biondi e massicci (che in realtà sono così solo nel nostro immaginario o sulle spiagge di Rimini) e posso dire con certezza che ancora è così.
Di quel periodo ricordo anche un “Austausch im Austausch”, uno scambio nello scambio, dove noi ragazzi dell’ovest venivamo ospitati in una famiglia dell’est. Erano 11 anni fa, ma ne erano già passati molti da quando est e ovest erano diventati un’unica Bundesland! Ma il divario saltava anche agli occhi curiosi, pur ancora innocenti, di una ragazzina che capiva poco di quello che era successo. Però chiedevo, osservavo e ascoltavo per portar via un quadro più o meno realistico di quelle persone, davvero diverse dagli europei che avevo conosciuto fino a quel momento. Erano dell’est! Così come ti immagini quelli dell’est: nel vestire, nei capelli, negli ideali, nei sogni. Ed era l’est del mitico Trabbant e delle strade non asfaltate, era l’est delle famiglie con 7 bambini, grazie ai quali i genitori ricevevano sovvenzioni per costruire casa, sembrava un'Italia affettuosa e meno egoista degli anni '50. Un est coraggioso, che aspirava alla libertà, contraddicendosi con il desiderio di stabilità e sicurezza che mamma URSS aveva bene o male garantito loro. Le ragazze finalmente speravano di poter comprare più vestiti, non “divise” tutte uguali e i ragazzi di accedere alla musica importata! Poi i parenti dall’altra parte, non più irraggiungibili come nelle tristi note delle canzoni di quegli anni.
Oggi i ragazzi dell’89 festeggiano i 20 anni dalla caduta di quel muro che aveva diviso una città, una nazione e l’intero mondo, fermo e chiuso in due grandi aree ideologiche. Rivedere le immagini di una generazione in lacrime, piena di speranze, abbattere un muro, è un’emozione toccante anche per me che non ricordo molto di quel novembre. Forse quei sogni non si sono avverati, umanizzare capitalismo e socialismo pare ancora impossibile, ma dividere le genti non è mai servito a niente!

Oggi penso che, anacronisticamente, Israele tiene lontana la Cisgiordania con un nuovo muro, che gli Stati Uniti si difendono dalle incursioni messicane con un altro muro, perché la storia non insegna, perché gli uomini non sanno e non vogliono convivere in maniera pacifica, non sanno accettare le diversità e pensano che a vincere sarà chi ha alzato di più la voce.

Magari anche io sto edificando il mio muro, sempre più solido e invalicabile, ma preferisco il silenzio alle grida, ché la fragilità, la confusione e l'inganno hanno preso il sopravvento sull’impertinenza di una piccoletta che aveva addolcito i visi teutonici più duri. Oggi mi spaventa di più la fessura che lascia passare dall’altra parte, lo spiraglio attraverso cui entrare in contatto con l’esterno e allora cerco altro cemento perchè di là vedo ancora di me e di qua vedo ancora dell'altro, e non capisco perchè.


Nella mia tasca dei vaffanculo!

Si è comportato sempre male, ha raccontato bugie, non ha mantenuto promesse, ha tradito e continuato a tradire... e non ci sono giustificazioni, neanche quelle che dite voi, che ascoltate divertiti la mia incredulità e i miei commentini!!! Ma davvero, alla fine mi è dispiaciuto che sia finita in quel modo... mi sono pentita di quella frase che mi è scappata così! Non lo volevo davvero! Aveva anche un certo fascino!

mercoledì 4 novembre 2009

My way

Di nuovo travolta da sensazioni forti che passano attraverso movimenti improvvisati in una stanza semibuia, dove l’unica cosa che mi si chiede è ballare pensando ad una situazione di costrizione. Io conosco questa sensazione e, diversamente da altri, io sento che l’ostacolo principale corre tra le sinapsi, le mie! E la costrizione mentale diventa anche fisica, di riflesso. Ma quando mi si chiede di seguire la musica, incanalo quello che fluttua nelle mie vene in espressioni corporee per esorcizzare i mostri.

Lo so fare anche da sola, a casa, davanti ad un quaderno bianco e una penna, lo so fare anche interpretando gli scritti, chè solo io so cosa mi passa per la testa. E se quello dovrà diventare “arte” universale, probabilmente non lo sarà. Come fa l’arte ad essere universale e senza tempo, se i protagonisti siamo sempre noi, fugaci e mutevoli, che creiamo un'opera? Io che un attimo credo e l’attimo dopo non voglio più. Morte e passione mi muovono, si alternano nel prevalere e danno frutti opposti, solo miei. Ma l’avrò fatto per me.

È un brivido di piacere che sento, questo è il mio modo migliore di comunicare.

4 novembre, festa delle forze armate! Auguri a tutti!

lunedì 2 novembre 2009

"...COME me"

Io e Dente non ci conosciamo, ma Dente conosce me. Lo so. Lui canta e si contraddice, perchè "L'amore non è bello". Dente mi conosce. Lui lo canta e io lo scrivo, qualcuno lo colorerà. Ma è lo stesso pensiero. Così nel caso non riuscissi a dirlo di nuovo, c'è tutto un album che parlerà per me! Io amodente!

venerdì 30 ottobre 2009

Sorvegliare e Punire!

Ogni tanto in questa Italia, può capitare di incappare in notizie come questa.

In quegli ogni tanto, penso che del Bel Paese rimanga solo il formaggio!

Faccio molta fatica a leggere un articolo così, queste immagini mi fanno stare male, mi manca il respiro e non riesco a mandare nè su nè giù questo uovo, gli occhi si appannano... c'è qualcosa che non va! Chi è Stefano? È presto per dirlo e non sono qui a dare sentenze, ma le foto dicono che è un'altra vittima di mani facili, di menti dementi che danno più peso all'indottrinamento che al valore della vita. Mi interrogo sul significato del perchè siamo al mondo, cosa ci facciamo qui, chi siamo per decidere della sorte di un altro come noi. Loro se lo chiedono?

Ancora una volta nessuno pagherà, sarà un altro mistero italiano che lascia rabbia e delusione... per alcuni solo per un po', per i diretti interessati per sempre!

Io pubblico questo link che spiega l'esigenza del far vedere le foto di un cadavere martoriato.

http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578&id_blogdoc=2368758&yy=2009&mm=10&dd=30&title=perche_pubblichiamo_le_foto_de

E pubblico questo, che è quello che racconta la sofferenza di un ragazzo e di una famiglia, per ricordarci che sono cose che capitano a gente comune.

http://www.youtube.com/watch?v=quJyhJzoI6U

Magari (nel senso di forse) sono molte altre le storie come queste, e il web aiuta a farne conoscere solo alcune. Ma qualcosa deve cambiare!

Intanto, stronzi, vergognatevi di quello che avete fatto!!

Inizio e fine

venerdì 23 ottobre 2009

Sei calda come i baci che ho perduto

Stamattina, appena connessa al mondo, Michi mi ha detto che lassù, dove sta lui, oggi è stato il primo giorno di nebbia, non si vedeva niente.

Allora, con l’aiuto delle foto, scorro l’estate appena passata. Si ride sempre, si gioca e si beve. La pelle è colorata, il corpo è più spogliato, si sta bene. D’estate siamo di tutti e con tutti. Voglia di stare all’aria aperta e mischiarsi promiscuamente con gli altri. Ho visto occhi dolci, le farfalline nello stomaco con tanta voglia di socializzare, il corteggiamento e la vanità. I cinema all’aperto e la musica, le lenzuola bollenti, le lucciole, il tenero sentimento dell'amore abbracciarmi, sconvolgermi e andarsene di nuovo, i gelati. Mare, sole e mojito. Poi le parole crociate, un tuffo al tramonto, le partite a beach volley, i piedi nudi sulla sabbia, gli schizzi di sale che rimangono sulla spalla quando ti asciughi dopo il bagno, le fritture di pesce. Le notti che non finiscono mai, sostituite direttamente dall’alba del nuovo giorno. Siamo belli d’estate...

Ma adesso fa bene anche chiudersi un po’, lasciarsi coccolare dall’intimità del nido, rifugiarsi sotto morbidi piumoni e scaldarsi con tazze fumanti; è il tempo meno fugace e superficiale delle verità meno frivole e più profonde, è il tempo di capire un po' come vogliamo vederci allo specchio.

Lascio entrare il corpo in una nuova dimensione e concordo con Michi, non mi dispiace affatto!

giovedì 22 ottobre 2009

La vendetta è femmina, ghigna e veste di rosso!

I bastardi, a prima vista, non hanno futuro!!
Dopo nerboruti generali tedeschi, quei soldatini bassi, apparentemente malandati e poco prestanti, non sembrano far paura a nessuno!
Invece sono fantastici i bastardi, in questa azzardata avventura del genio tarantino, ah no scusate, Tarantino, altrimenti sembra mio zio Pino.

Un mio compagno di cinema le intuisce tutte ancora prima che succedano, deve essere molto allenato o si prepara prima leggendo recensioni per impressionarmi!! Va bè, comunque glielo devo, le sue interpretazioni si rivelano tutte fondate!

Comunque dicevo, Bastardi senza Gloria è un film a modo suo revisionista ahahaha... senza intenti negazionisti, ma con un inedito punto di vista, una storia (irreale) della Storia. Fa ridere e fa schifo in certe scene che devo guardare dagli spiragli tra le dita della mano.

Se mi esce un'imbecille, è perchè avevo empatizzato tanto con quella coraggiosa Fräulein che diventa aria, proiezione di luce che prende corpo nel fumo. Che meraviglia il cinema, quando è bello!!!

La metacomunicazione che il cinema fa di se stesso e Tarantino che parla attraverso i suoi personaggi, volutamente caricaturati nella loro funzione di stereotipi, smorzano la gravosità dell'accaduto storico. Per niente banali però nei loro cliché, sono dotati di caratteristiche pungenti e sagaci!

Davvero il tuo capolavoro, Quentin.

Chissà se qualcuno se l'è presa??

Accertato tutto, ora posso andare!

Ma io veramente pensavo di passare tutta la mattinata qui dentro??

Va bè, mi guardo intorno, sperando mi passi meglio il tempo. Facce assorte, espressioni preoccupate, infastidite.

No, meglio tornare sulla solitudine, ho ancora cent’anni davanti a me!!!

Finalmente tocca al 161, che sarei io! Niente si giri stavolta, ma il gel non si metteva sui capelli?? È freddo, porca vacca!

Il resto del tempo sto con mio padre che si chiede come faranno a seppellirmi se sono allergica ai cipressi!!! Almeno lui riesce a farmi ridere, anche se non posso muovere le braccia e le gocce diventano punturine rosse, sempre più antipatiche!!

Che brutto però!

martedì 20 ottobre 2009

Una mattina, mi son svegliata...

Siamo stati insieme più di due mesi, giorno e notte, hai vissuto con me!

Ti ho fatto ascoltare la mia musica preferita, ti ho raccontato tante storie, ti ho parlato di me, ti ho accarezzato.

Mi hai visto felice, mi hai visto preoccupata, mi hai visto stesa sul tappeto (a pancia in su!) e seduta per terra, spalle al termosifone. Mi hai visto buffa, mentre mi guardavo allo specchio a fare le prove!

Mi hai sentito ridere e mi hai sentito piangere, bisbigliare e parlare nel sonno. Mi hai visto affacciata alla finestra, a guardare il parco con i tuoi simili.

Mi hai visto fare progetti, immaginare il futuro, sfogliare cataloghi di automobili, perchè per te avrei abbandonato la mia cara Y! Sarei diventata più responsabile e avrei di nuovo creduto di poter migliorare il mondo!

Ho immaginato tutte le cose che avremmo fatto insieme, tutte le curiosità che da me avresti voluto soddisfare, tutte le domande a cui, miodddio, sarò in grado di rispondere?? Tutte le cose che avrei voluto insegnarti e tutta la felicità che tu, con un semplice sorriso, mi avresti dato!

Per te ho ballato, cantato, respirato aria buona e riposato quando ne sentivo il bisogno.

Per più di due mesi hai albergato nei miei pensieri... sempre.

Solo oggi mi rendo conto di quanto mi ero affezionata a te e ora penso che un po' mi manchi!!!

giovedì 15 ottobre 2009

Punk is not...

Sempre più spesso mi capita di pensare alla morte, alla distruzione. Niente intenti suicidi, sia chiaro, ma la morte è ovunque: nelle mie rappresentazioni grafiche, nei miei sogni, nel cervello!
Piango sempre di più a leggere di operai fulminati mentre lavorano, piango immaginando storie di famiglie che cercano di rimettersi in piedi dopo una fuga di gas che ha devastato una via, piango ad immaginare storie d'amore ostacolate da padri gelosi, mi fa piangere il fiume di lava che distrugge casecosepersone! Piango se vedo i cumuli lasciati da un'esplosione di un paese in guerra! E ci metto tanto a smettere poi.
Ma la morte è lì, sempre e per tutti... e non avvisa!
A volte è la natura, a volte è l'ingorda mano dell'uomo, a volte è la paura a mandarla!
Se smetto di disegnare, sognare e immaginare decessi violenti però... è meglio!