venerdì 30 luglio 2010

Niente lasagne per Mirò!

Ti scorgo tra due spalle, due spalle di due uomini diversi, in giacca.
Le canne dell'organo toccano le corde della sensibilità. Mi si piegano le ginocchia, si spezza la posizione eretta, senza volerlo.
Una testa si sporge verso te, che dispensi carezze a quella che ho visto solo bambina e che ora non lo è più.
Ti vivevo, vivevo tutta la tua famiglia, anche lei, la nostra dolce sarta, quella rosa! Le case ci accoglievano per pomeriggi lunghissimi, sparse sui pavimenti in audaci tentativi di coreografie! Un gioco.
Ci siamo ancora tutte, nonostante ognuna per la propria strada, per le proprie strade, noi ci troviamo qui, ad omaggiare un angelo, come quando a 8 anni trovavi le uniche parole che non saprei ripetere!

mercoledì 21 luglio 2010

Ho lasciato il cuore in quella valle!

Doveva essere un pomeriggio di letture, silenzi e tranquillità, invece mi sono irreversibilmente innamorata.

Sembrava una di quelle giornate di Maestrale in Sardegna, cielo e mare agitati da minacce latenti. Mi piace molto questa greve levità. Ero pronta a momenti quasi spirituali, riflettendo, un po' abbattuta, su quanto sia rara la classe, sulla mancanza di stile, su quanta poca delicatezza ancora una volta.

Invece, appena arrivo, cambia tutto. Nuda in un attimo, mi ritrovo ad essere sballottata da una parte all'altra, scossa dalle urla che avvertono dell’arrivo di quella perfetta. Mi rotolo e mi graffio senza dolore, le ossa, messe alla prova, perdono quasi sempre, ma è più divertente che preoccupante. Ho il sacchetto pieno, anche dentro le orecchie ne troverò alcuni, qualche livido e segni sulle gambe, eppure corro come una bambina, instancabile.

Una circonferenza di esperti giocatori di sushi sempre più larga, polsi gonfi e dita storte, ma sedersi non è possibile, un’energia che pensavo non avrei trovato oggi.

Poi lui. L’uomo con due anime e un sesso, mi sorride e si offre di farmi fare le acrobazie, neanche mi conoscesse da sempre, capisce subito che ho voglia di farlo, stufa del solito aereo. In piedi a testa in giù, lui la mia base, avvinghiati in una tensione di muscoli asciutti, in ogni come, tra i sorrisi maliziosi del pubblico. Uno zingaro felice, un professionista dell'equilibrismo, non ne ricordo il nome. Partiamo presto, lasciamo tutto, faremo l’amore ogni notte in una città diversa, dentro le pareti del suo camper, mi insegnerà a volare senza rete, saremo il pezzo forte del tendone, ci ubriacheremo sotto le stelle di Copenhagen, cresceremo bambini con i piedi scalzi.

Mi sono lasciata rapire, come nei pensieri adolescenziali, per evadere per un po' nella non realtà, ma sono dovuta scendere dalla luna, tornare sulla terra, immaginando di essere in una terza dimensione ancora... solo per fare qualche addominale prima, sai, la pancetta... fortuna che è sexy!


lunedì 19 luglio 2010

venerdì 16 luglio 2010

Il coraggio dei Gatti

Sfido l'allergia e ci vado lo stesso.
Queste storie mi hanno sempre incuriosito, soprattutto se italiane, perchè davvero un italiano queste cose non le fa! Poi Vero si diverte a dire che sono una ragazza impegnata nel sociale con le Baronesse e che vado sempre ai reading e alle presentazioni dei libri invece di farmi gli spritz con lei.
Ma questa è un'altra cosa, è una testimonianza vera. Ho abbandonato l'idea di dedicarmi al giornalismo quando mi sono accorta che non c'è più spazio per l'inchiesta, che non è più possibile confidare nella propria verità. E quando sento di persone così, è bello potersi ricredere.
A che prezzo però! Rinunciando all'identità, dimenticando chi si è, convincendosi di essere un fantasma in carne e ossa. E questo perchè neanche il più embedded si può permettere di curiosare in un CPT.
Mi distraggo tra la parole, osservando la schiena di una mamma, l'epidermide rilassata, molliccia, i nei e le lentiggini. Non so perchè, ci vedo un'esistenza dietro quelle macchie.
Mentre ascolto quel tipo che un giorno, intervistando qualche clandestino, ha capito che per raccontarne le vicende, doveva provare sulla sua pelle quello che succede nei 5 stelle di Lampedusa, mi vengono in mente le storie di Yafet, di Arash, di Sherif, faticose fughe dal dolore!
Ecco che l'attaccamento alla vita di chi, per paura dei controlli, si strozza con le banconote faticosamente racimolate per la salvezza, cozza con qualsiasi tentativo di tuffi-antispleen da radiatori fuori stagione, chè forse noi non sappiamo neanche scrivere la parola sofferenza. Capito?

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/io-clandestino-a-lampedusa/2104770//0

In confronto, la ruota è stata un'invenzione da poco





















Scettica come sono, difficilmente avrei accettato la presenza di un corpo estraneo nel mio, anche se, come dice un mio amico, le donne già conoscono questa sensazione.
Eppure questa campanellina mi incuriosiva, ne parlavano a meraviglie.
Ora l'ho provata e tocca a me diffondere il verbo! Tutte, soggettivamente, la elogiano per uno dei suoi pregi: c'è chi dice che non inquina, c'è chi dice che fa risparmiare molto, c'è chi dice che non fa sudare e non dà fastidio, c'è chi dice che ti insegna a conoscere il tuo corpo e tutte le contrazioni che i tuoi muscoletti sanno fare. Io dico che è questo insieme di cose, ma che soprattutto passa tutto senza accorgersene. Io non la toglierei più!
Già vedo Sbilix che corre sollevandola al cielo, tipo i campioni della Champions League, tira su la maglietta sulla testa e sbatte contro il lavandino del bagno... nel gran finale, al volo, fa sua la coppetta!
Thank you SamSara! E allora Mooncup per tutti! (anche per Giacomì)

mercoledì 14 luglio 2010

Non ce la posso fare

Il raffreddamento era necessario, il gelo è un eccesso di zelo!
Non è stato e non è mai la stessa cosa... non ce la farò!
Per fortuna ho un anno di più e la fine si avvicina!

martedì 13 luglio 2010

La tre giorni...

È da sabato che mi riempiono di baci, ma è colpa mia. Io volevo iniziare così, nel modo che conosco meglio. Nel posto che considero il meglio. Con le persone che danno il meglio.

Lunghe tavolate che cambiano colori e un sipario per le esibizioni dei più audaci. Un suono costante di onde che creano un tappeto di fondo che, se ti lasci andare, entra nella zona dell'ipofisi, ti ipnotizza e ti rilassa. Tututuutututu.

Ancora una serie di albe e tramonti. Cene verdi e altri terrazzi, sembra non finire mai, che fortuna l'estate!

Sono in ritardo anche oggi, il giorno vero! Volevo farne di più. Sono tutte lì, sedute in cerchio, in mezzo una candela, a raccontare gli aneddoti più imbarazzanti che ricordano di me... che sceme! Le new entry forse già capiscono che percorreranno la strada che Sbilix ha preso al compleanno di qualche anno fa, una strada da cui non si torna indietro (spero), forse perchè alla fine insieme si sta proprio bene, grazie a quella che lei definisce sintonia! E allora tutte queste gambe, questi piedi, questi sorrisi, tanta grazia ma anche nessuna inibizione mi fanno sentire salda, senza bisogno di altro. Basta l'intrattenitrice, la più giovane, che ha tenuto banco per il nostro diletto. Belle tutte le mie donnine e le mie adorate follette che, tra poesie, pensieri e foto hanno regalato un finale dolcissimo a questa tre giorni di festeggiamenti!


“Oltre alla conversazione delle donne, sono i sogni che trattengono il mondo nella sua orbita.” J.S.

venerdì 9 luglio 2010

Youth hostel... metto l'insegna!

Era la Germania di tanti fa, quando, a fine giugno, le case svuotavano i loro abitanti nelle tasche di Haydnweg. Un'unica tavolata, lunga quasi quanto una via e panche di legno.
C'erano i mondiali anche quell'anno, no, forse erano gli europei. Un'estate molto calda per il clima teutonico. Birkenstock che si aggiravano tra casse di Krombacher. Baffoni bianchi e panze ciondolanti. Un giorno di festa. Ancora minorenne, mi lasciavo ubriacare di Schnaps, tanto non guidavo e le casa era proprio alle mie spalle. Kartoffelsalat con salse cremose e Bratwurst.
Era il dì della socializzazione di quartiere, sane abitudini.
Stessa scena oggi, casa alle spalle e giardino invaso dal vicinato e da chi si è portato ognuno.
Bratwurst sostituiti da più nostrani arrosticini, vino al posto della birra e amici invece dei parenti. Per il resto, stesso clima di festa. Tutte contente le invitate. Tanto è un attimo che si salta in cucina dalla finestra e si finisce con i digestivi. Poi qualcuno va, qualcuno resta. Anche se lei non ha portato il promesso fommaggio pammigiano e mi ha puntato i gomiti sulla schiena, volta sempre! Ma quanto mi fa parlare??? dai che ora di dormire!!
Ora ne manca solo uno!