lunedì 21 settembre 2009

La guerra...

È una parola che fin da piccoli ti insegnano in antitesi alla pace. Una cosa brutta, ti dicono! Poi inizi con la pubertà ad associarla ad un evento del passato che impari sui libri, recente sì, come con le guerre mondiali, ma comunque appartenente ad un’epoca andata.
Oggi la guerra ogni tanto riappare nelle manifestazioni di pace, con gli ossimori del tipo “guerra preventiva” che ricordano le sbeffeggianti provocazioni Kubrickiane da dottor Stranamore! E in altri casi che in realtà poco hanno a che vedere con la guerra in sé per sé!
Ma queste sono tutte parole!
La guerra, anche se geograficamente lontana, esiste, è vera e miete vittime. Di qualunque nazione esse siano, sono MORTI e questi morti non hanno ragione d’esistere se non quella di assecondare la smania di qualche folle che alla vita (degli altri) non dà molto peso.
La guerra è morte e distruzione e noi SIAMO in guerra. Smettete di raccontare altro!
Il silenzio, il minuto di silenzio, diventa imbarazzante per noi che non siamo abituati all’ascolto, per noi che siamo abituati a parlarci addosso e, in uno spazio aperto come in un angusto pertugio, il silenzio ci mette a disagio, gli occhi cominciano a vagare in attesa che succeda qualcosa. Come se nel silenzio non succedesse niente!!

A lui parole migliori delle mie!

http://www.repubblica.it/2009/09/sezioni/esteri/afghanistan-19/ragazzi-del-sud/ragazzi-del-sud.html

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