mercoledì 3 ottobre 2012

Una notte d'a-mare

Naufraghi e profughi per  una notte in mezzo al mare e in mezzo al mare di niente.
Il buio è rischiarato dalla luna, ma tutta quella luce oscura gli anelati fari di una barca amica.
Si solcano le acque, stipati gli uni agli altri, cercando un appoggio per la testa, cercando calore all'umidità della notte, cercando sollievo allo stomaco in subbuglio.
La salsedine schiaffeggia di tanto in tanto la barca e te, le ossa fanno male, la paura di non essere in buone mani, di non arrivare salvi, di un uomo in mare cresce.
10 minuti da fuggiasco, ho provato a immaginare. Ma questa è più che altro un'avventura. Quella paura non si può inventarla o romanzarla.
Allora scendo in coperta, per riaprire gli occhi davanti alle perle dell'Adriatico.


3 commenti:

Stefano Barbaria ha detto...

finalmente si riprende a non capire. :-)

la stupida ha detto...

tu sei la mia cavia!!! ; )

SBILIX ha detto...

io ricomincio a piangere invece...