venerdì 26 marzo 2010

La serata in bianco e nero

Con il tempo ci diranno che abbiamo vissuto gli anni dei cambiamenti sociali, storici e culturali. Saremo protagonisti nei libri di storia e sociologia. Mi vedo già nel futuro, tipo nel 2010, quando penseranno a noi, il popolo della seconda metà degli anni ’50, che si riunisce per la visione di gruppo dei programmi trasmessi in tv, l’ultima arrivata nel campo della tecnologia. La censura non era possibile, dirà Aldo Grasso, e soprattutto i potenziali censurati muovevano orde di ascoltatori aggregati tra loro e considerati, allora, pericolosi sovversivi.

A noi piace stare tutti insieme e, ci tengo a dirlo, non solo per i mondiali! Chi seduto, chi steso, chi in piedi, chi appoggiato al responsabile della proiezione, arrabbiati e divertiti davanti ad uno schermo. Socializziamo nel confronto, perché possiamo commentare, ridere, criticare, annuire, fischiare e urlare che se ne vadano tutti a casa, anche se quelli come al solito non ci sentono. Però, ancora, a noi degli anni ’50 non piace isolarci e viviamo con pathos sentimenti collettivi. Non ci hanno ancora intortato con la storia della speranza per farci stare zitti e buoni.

Vorrei dire a loro di tremare perché i giovani sono il futuro dell’Italia, e ieri ce n’erano tanti nelle piazze. Ci sono i cassaintegrati, i precari e i disoccupati, che sono un tantino incazzati e buoni buoni non ci stanno più.

Vorrei dire a Morgan che negli anni ’50 non esiste X-Factor e questa non è la sua trasmissione, né il suo pubblico.

Vorrei dire a Sandro che neanche gli sms abbiamo ancora inventato, non può dirci in diretta che facciamo pena, ma io lo posso pensare di lui, direttamente.

Vorrei dire a Mario che se avessi conosciuto il suo pensiero, l’avrei citato il giorno della mia discussione di laurea, quando ho concluso dicendo che “senza il popolo non si fa rivoluzione”, provando un gran senso di liberazione nel cuore e felicità per la standing ovation di tutti gli amici presenti.

Si conclude ballando con Teresa e con i nuovi vicini di casa che mi invitano a bere una birra… un’altra!! L’importante è gridare!

E con la mano “sporca” sul cuore, ho giurato di continuare a farla fuori!

3 commenti:

pamarasca ha detto...

brava. bellissimo post, tanto per cambiare :-)

Steffl ha detto...

finalmente, oltre ad apprezzare, ho capito ciò che hai scritto e sono persino d'accordo. bellissimo, bene, brava, bis (non di birra) ;-)

la_stupida ha detto...

uno scrittore che lo giudica il più bel post scritto su raiperunanotte, un amico che apprezza, un'amica orgogliosa e tutti gli altri incoraggiamenti mi fanno credere che ieri sera c'è stata tanta energia positiva! bello!