sabato 11 settembre 2010
Senza grembiule però!
mercoledì 8 settembre 2010
A ognuno la sua Chimaera
Non racconterò della casa sugli alberi, della camminata nella valle e del bagnetto nel fiume, che solo per un attimo mi hanno ricordato un'altra storia e altre premurose carezze; non racconterò dei coloratissimi mercatini e di Kilic il matto, nè della spiaggia e del sonnellino con il gatto, nè dei mondi sotterranei, neanche di una guida molto pigra, o di una zucca incompiuta, nè tanto meno di tutto quello che ho mangiato. Ma questa storia merita ancora, un'ultima favola nel mondo dell'immaginazione, perchè lì tutto è rimasto spezzato in frantumi e si può solo ricostruirlo con la mente.
dopo tante lingue che si mischiano, e fenomeni paranormali. Non viaggio da sola perchè non mi interessa per ora, e non perchè credo che non condividere sia come non vivere, semplicemente perchè preferisco così. Ma poi, come dice Yle, a ognuno i suoi attimi, pur brevi, ritagliati per interiorizzare i benefici di questa immersione nel lontano! Ciao Turchia!martedì 7 settembre 2010
Coccole e sorrisi!
lunedì 6 settembre 2010
Che può combinare una mela...

venerdì 3 settembre 2010
Il nostro ricordo in comune, anche se in differita...


Ma com'è che il ghiaccio brucia?
giovedì 2 settembre 2010
lunedì 30 agosto 2010
Sono quasi sicura di aver visto il brucaliffo!
Il famoso profumo del tabacco alla mela delle vie di Istanbul è una soffice nuvoletta che avvolge i nostri momenti di pausa. Mi piace prendere le abitudini del posto, soprattutto se son vizi e stravizi. Qui lo fanno tutti, uomini e donne, con e senza velo, che tante ce ne sono di tutti i tipi.domenica 29 agosto 2010
Non fanno zzzzzz

venerdì 27 agosto 2010
Come Alice in quel paese


sabato 14 agosto 2010
È tempo di ricominciare...
venerdì 13 agosto 2010
Il dosso
lunedì 9 agosto 2010
Appena te ne vai, olocausto di tutti i poeti

venerdì 6 agosto 2010
Esisto un po' di più
giovedì 5 agosto 2010
venerdì 30 luglio 2010
Niente lasagne per Mirò!
mercoledì 21 luglio 2010
Ho lasciato il cuore in quella valle!
Doveva essere un pomeriggio di letture, silenzi e tranquillità, invece mi sono irreversibilmente innamorata.
Sembrava una di quelle giornate di Maestrale in Sardegna, cielo e mare agitati da minacce latenti. Mi piace molto questa greve levità. Ero pronta a momenti quasi spirituali, riflettendo, un po' abbattuta, su quanto sia rara la classe, sulla mancanza di stile, su quanta poca delicatezza ancora una volta.
Invece, appena arrivo, cambia tutto. Nuda in un attimo, mi ritrovo ad essere sballottata da una parte all'altra, scossa dalle urla che avvertono dell’arrivo di quella perfetta. Mi rotolo e mi graffio senza dolore, le ossa, messe alla prova, perdono quasi sempre, ma è più divertente che preoccupante. Ho il sacchetto pieno, anche dentro le orecchie ne troverò alcuni, qualche livido e segni sulle gambe, eppure corro come una bambina, instancabile.
Una circonferenza di esperti giocatori di sushi sempre più larga, polsi gonfi e dita storte, ma sedersi non è possibile, un’energia che pensavo non avrei trovato oggi.
Mi sono lasciata rapire, come nei pensieri adolescenziali, per evadere per un po' nella non realtà, ma sono dovuta scendere dalla luna, tornare sulla terra, immaginando di essere in una terza dimensione ancora... solo per fare qualche addominale prima, sai, la pancetta... fortuna che è sexy!

