Ogni volta che c'è la danza a teatro, corpi scolpiti, movimenti dolci e irripetibili, faccio sogni di magia. Ho visto questo, ma stavolta non ero al Moma, l'ho visto sul palco e mi sono emozionata!
giovedì 15 novembre 2012
mercoledì 7 novembre 2012
Genova dicevo, è un'idea come un'altra
Stretti nei vicoli che sbucano al porto, sempre unti nell'olio della focaccia, con l'eco alle orecchie di una bambina dalle labbra color rugiada, camminatori distratti a leggere una storia scritta sul selciato!!
La super combo Mirò e McCurry ha fatto di noi, ricercatori dispersi negli occhi di una donna afgana.
venerdì 26 ottobre 2012
Seduta su un banco di nebbia, insegnami tu la vita.
Sandro Pertini diceva che i giovani hanno bisogno di buoni esempi, non di sermoni. Napolitano invece parla di rigore.. che in Italia se non si parla di pallone, non si è mai contenti!!
Io per fortuna non rientro nella categoria di chi deve prostrarsi al rigore. Sono già adulta.
Ma è un po' come quando sei piccolo, a volte fa comodo ammetterlo, altre volte ti rifiuti di considerarti ancora tale.
Io mi sono laureata, con tanto di lode, quasi 8 anni fa. Parlo 5 lingue, ho studiato un anno in Germania, quando ancora ero minorenne, ho frequentato parzialmente l'università in Spagna e ho continuato a vivere lì lavorando. Ho passato 3 mesi in una missione dentro una favela brasiliana, appena finiti gli studi perché poi, metti che trovo lavoro...
Io sono stata molto fortunata. Ho lavoricchiato sempre. Ho iniziato, come molti, con le ripetizioni e il volantinaggio, sono stata interprete e hostess nelle fiere, ho confezionato pacchetti a Natale, ho consegnato centinaia di questionari ISTAT quando il censimento si "faceva a mano", ho risposto a milioni di telefonate di turisti pronti ad imbarcarsi su una nave. E fortuna le 150 ore all'università che mi permettevano qualche sfizio! Esperienze che non ho schifito, ma che anzi ho considerato fondamentali. Ho imparato a parlare con le persone, a risolvere problemi, a organizzarmi, a conoscere i miei doveri e i miei diritti.
Io non sono più giovane, almeno non nel senso stretto della parola, perché i giovani li immagino con molta più energia e visioni, con la voglia di vagabondare curiosi per il mondo, di fare tardi anzi tardissimo la sera e alzarsi altrettanto tardi la mattina, di innamorarsi tutti i giorni di una persona diversa. Hanno il futuro davanti e mille porte da aprire. Io invece continuo a viaggiare, ma al massimo dopo due settimane torno a casa. Preferisco vivere il giorno e non la notte, anche se ogni tanto mi capitano serate in cui è difficile andare a dormire. E voglio dormire sempre con la stessa persona. Seleziono e alcune porte non mi interessano più, pur rimanendo pronta a lasciarmi sorprendere.
Nonostante io non sia più giovane, ho un contratto di lavoro da giovanissimo, e so che non cambierà per un bel po'. E questo perché dopo tanti lavoretti, sono stata choosy al contrario io, che ho lasciato un contratto sicuro perché mi piaceva dedicarmi ad altro. Oggi faccio un lavoro che amo molto, mi fa svegliare contenta la mattina, con tanta voglia di creare, immaginare... ma il rovescio della medaglia si chiama precariato, poche garanzie, stipendio che si scorda i titoli di studio, e mamma che mi guarda sconsolata, perché mi vedeva, secchiona fin da piccola, seduta un giorno al parlamento europeo. Ho scelto, ho scelto la cultura e mi sento fortunata per questo. Ma i primi tagli del governo sono sempre per noi!! Che fortuna!
E, sempre perché non sento più le esigenze di un giovane, aspetto il momento migliore per dire: sono abbastanza "a posto" per una mia famiglia!
Cara Forni, ci sono molti giovani coraggiosi, ne conosco di preparatissimi e pronti a lanciarsi in un mondo che però non esiste, né da dentro, né da fuori!
Io per fortuna non rientro nella categoria di chi deve prostrarsi al rigore. Sono già adulta.
Ma è un po' come quando sei piccolo, a volte fa comodo ammetterlo, altre volte ti rifiuti di considerarti ancora tale.
Io mi sono laureata, con tanto di lode, quasi 8 anni fa. Parlo 5 lingue, ho studiato un anno in Germania, quando ancora ero minorenne, ho frequentato parzialmente l'università in Spagna e ho continuato a vivere lì lavorando. Ho passato 3 mesi in una missione dentro una favela brasiliana, appena finiti gli studi perché poi, metti che trovo lavoro...
Io sono stata molto fortunata. Ho lavoricchiato sempre. Ho iniziato, come molti, con le ripetizioni e il volantinaggio, sono stata interprete e hostess nelle fiere, ho confezionato pacchetti a Natale, ho consegnato centinaia di questionari ISTAT quando il censimento si "faceva a mano", ho risposto a milioni di telefonate di turisti pronti ad imbarcarsi su una nave. E fortuna le 150 ore all'università che mi permettevano qualche sfizio! Esperienze che non ho schifito, ma che anzi ho considerato fondamentali. Ho imparato a parlare con le persone, a risolvere problemi, a organizzarmi, a conoscere i miei doveri e i miei diritti.
Io non sono più giovane, almeno non nel senso stretto della parola, perché i giovani li immagino con molta più energia e visioni, con la voglia di vagabondare curiosi per il mondo, di fare tardi anzi tardissimo la sera e alzarsi altrettanto tardi la mattina, di innamorarsi tutti i giorni di una persona diversa. Hanno il futuro davanti e mille porte da aprire. Io invece continuo a viaggiare, ma al massimo dopo due settimane torno a casa. Preferisco vivere il giorno e non la notte, anche se ogni tanto mi capitano serate in cui è difficile andare a dormire. E voglio dormire sempre con la stessa persona. Seleziono e alcune porte non mi interessano più, pur rimanendo pronta a lasciarmi sorprendere.
Nonostante io non sia più giovane, ho un contratto di lavoro da giovanissimo, e so che non cambierà per un bel po'. E questo perché dopo tanti lavoretti, sono stata choosy al contrario io, che ho lasciato un contratto sicuro perché mi piaceva dedicarmi ad altro. Oggi faccio un lavoro che amo molto, mi fa svegliare contenta la mattina, con tanta voglia di creare, immaginare... ma il rovescio della medaglia si chiama precariato, poche garanzie, stipendio che si scorda i titoli di studio, e mamma che mi guarda sconsolata, perché mi vedeva, secchiona fin da piccola, seduta un giorno al parlamento europeo. Ho scelto, ho scelto la cultura e mi sento fortunata per questo. Ma i primi tagli del governo sono sempre per noi!! Che fortuna!
E, sempre perché non sento più le esigenze di un giovane, aspetto il momento migliore per dire: sono abbastanza "a posto" per una mia famiglia!
Cara Forni, ci sono molti giovani coraggiosi, ne conosco di preparatissimi e pronti a lanciarsi in un mondo che però non esiste, né da dentro, né da fuori!
lunedì 22 ottobre 2012
Alla fattoria
C'è l'uomo gigante delle bufale in questo paese per bimbi grandi.
Il pranzo è stato abbondante, il vino era buono, il cibo era sano. Il cameriere mi ha regalato un melograno. Peccato che farà una brutta ma dolce fine dentro la mia centrifuga. Com'era quella citazione sul succo di melograno?
L'uomo delle bufale dice che i Trionfi sono il miglior esempio del km 0. Allevano e coltivano, lavorano e trasformano, cucinano e servono tutto nell'arco di 800 metri. Si producono anche l'energia da soli e riescono pure a rivenderla. Mentre lo dice, la bufala sguazza nel fango per rinfrescarsi. Sa, è la mia prima volta... con un bufalo a pochi centimetri. Lui la prende a pacche sul dorso, non ha paura.
No no, tranquillo, neanche io! Non posso fare figuracce. Abbiamo portato i nostri amici in gita!
Da questi bestioni esce un delizioso latte, che poi può diventare yogurt, mozzarella, formaggio, stracciatella... di cui una sacchettata, non so perché, finisce in macchina mia! Alcune di loro invece diventano bistecche.
Ci sono le vacche gravide, ansimanti e stese su un fianco. Sono gonfissime. Mi sa che un vitellino pesa!
Pochi metri più in là, le oche starnazzano e le galline paffute annuiscono, ma io ho un dialogo diretto con il mio amico tacchino. Ad un certo punto, non si sa più se sono io che imito lui o lui me. Ma l'importante sono i concetti.
La capretta mangia dalle mie mani, il pony mangia dalle mani della carpetta. I cavalli neanche ci guardano.
Ci sono anche campi coltivati, grano, legumi, ortaggi. Scusi, ma questa storia della canapa? No scusi, solo per vedere la piantagione!
Il pranzo è stato abbondante, il vino era buono, il cibo era sano. Il cameriere mi ha regalato un melograno. Peccato che farà una brutta ma dolce fine dentro la mia centrifuga. Com'era quella citazione sul succo di melograno?
L'uomo delle bufale dice che i Trionfi sono il miglior esempio del km 0. Allevano e coltivano, lavorano e trasformano, cucinano e servono tutto nell'arco di 800 metri. Si producono anche l'energia da soli e riescono pure a rivenderla. Mentre lo dice, la bufala sguazza nel fango per rinfrescarsi. Sa, è la mia prima volta... con un bufalo a pochi centimetri. Lui la prende a pacche sul dorso, non ha paura.
No no, tranquillo, neanche io! Non posso fare figuracce. Abbiamo portato i nostri amici in gita!
Da questi bestioni esce un delizioso latte, che poi può diventare yogurt, mozzarella, formaggio, stracciatella... di cui una sacchettata, non so perché, finisce in macchina mia! Alcune di loro invece diventano bistecche.
Ci sono le vacche gravide, ansimanti e stese su un fianco. Sono gonfissime. Mi sa che un vitellino pesa!
Pochi metri più in là, le oche starnazzano e le galline paffute annuiscono, ma io ho un dialogo diretto con il mio amico tacchino. Ad un certo punto, non si sa più se sono io che imito lui o lui me. Ma l'importante sono i concetti.
La capretta mangia dalle mie mani, il pony mangia dalle mani della carpetta. I cavalli neanche ci guardano.
Ci sono anche campi coltivati, grano, legumi, ortaggi. Scusi, ma questa storia della canapa? No scusi, solo per vedere la piantagione!
giovedì 18 ottobre 2012
Quando l'occhio non vuole la sua parte
Al buio, alla fine, siamo tutti uguali. Ti puoi formalizzare nella sala d'aspetto, guardandoti con rispetto e riverenza.
Ma poi dentro no. Puoi mangiare con le mani davanti al presidente di qualcosa, mentre lui probabilmente sta facendo altrettanto! Ti lasci suggerire i sapori dal vicino di piatto e giochi a indovinare la forma del plastico che ti hanno messo sotto le mani. La bicicletta era davvero troppo difficile!
Non vedenti per una serata, ma alla fine, la musica concede il lento e piacevole risveglio. Non a tutti!
Ma poi dentro no. Puoi mangiare con le mani davanti al presidente di qualcosa, mentre lui probabilmente sta facendo altrettanto! Ti lasci suggerire i sapori dal vicino di piatto e giochi a indovinare la forma del plastico che ti hanno messo sotto le mani. La bicicletta era davvero troppo difficile!
Non vedenti per una serata, ma alla fine, la musica concede il lento e piacevole risveglio. Non a tutti!
giovedì 4 ottobre 2012
Ti regalo tempo e emozioni!
Non so cosa mi succederà, trovo indizi sparsi per casa. Prima di tutto, prendersi un giorno di ferie!
Mare o montagna? Costume o scarponcini? Il cappellino, fondamentale. E poi e poi e poi?
Il cestino da picnic! Ne ho uno di quelli veri, di paglia intrecciata. E che ci metto e che ci metto e che ci metto? Il classico pranzo da picnic: insalata di riso e cotolette fritte.
Aggiungo tortine alla pesca, cotte in gran segreto dentro vaschette monoporzione. Tovaglietta a scacchi rossa, piatti e posate gialle. Giostyle anni '80 per portarsi dietro 2 litri di acqua.
E adesso e adesso e adesso?
Mi ritrovo con la maschera a esplorare fondali da cartoline, a cullarmi sotto il sole, a guardare la costa da lontano e a frustare le onde, ma il capitano è uno solo!
Allo sbarco, la promessa è già mantenuta, si gira l'angolo e
si finisce a filetti di tonno e clandestino, e da una torre a guardare il futuro.
mercoledì 3 ottobre 2012
Una notte d'a-mare
Naufraghi e profughi per una notte in mezzo al mare e in mezzo al mare di niente.
Il buio è rischiarato dalla luna, ma tutta quella luce oscura gli anelati fari di una barca amica.
Si solcano le acque, stipati gli uni agli altri, cercando un appoggio per la testa, cercando calore all'umidità della notte, cercando sollievo allo stomaco in subbuglio.
La salsedine schiaffeggia di tanto in tanto la barca e te, le ossa fanno male, la paura di non essere in buone mani, di non arrivare salvi, di un uomo in mare cresce.
10 minuti da fuggiasco, ho provato a immaginare. Ma questa è più che altro un'avventura. Quella paura non si può inventarla o romanzarla.
Allora scendo in coperta, per riaprire gli occhi davanti alle perle dell'Adriatico.
Il buio è rischiarato dalla luna, ma tutta quella luce oscura gli anelati fari di una barca amica.
Si solcano le acque, stipati gli uni agli altri, cercando un appoggio per la testa, cercando calore all'umidità della notte, cercando sollievo allo stomaco in subbuglio.
La salsedine schiaffeggia di tanto in tanto la barca e te, le ossa fanno male, la paura di non essere in buone mani, di non arrivare salvi, di un uomo in mare cresce.
10 minuti da fuggiasco, ho provato a immaginare. Ma questa è più che altro un'avventura. Quella paura non si può inventarla o romanzarla.
Allora scendo in coperta, per riaprire gli occhi davanti alle perle dell'Adriatico.
venerdì 21 settembre 2012
giovedì 6 settembre 2012
Il mio primo figlioletto
Sono andati qui tutte le mie energie, le mie idee, i miei pensieri degli ultimi mesi, tanti!
Adesso sta per venire alla luce, anche se il mio parto è stato crearlo, ora vivrà da solo!
A me pare già bellissimo così!
Adesso sta per venire alla luce, anche se il mio parto è stato crearlo, ora vivrà da solo!
A me pare già bellissimo così!
giovedì 28 giugno 2012
La cena in campeggio
Se non glielo dici, pensi che non le stai vicino abbastanza, almeno non riesci a farglielo sentire come lo capisci tu. Se glielo dici, fai peggio perché anche lei un po' vorrebbe star qui e tu stai infierendo.
Però ci penso tantissimo, appena chiudo i battenti, monto a cavallo, corro verso via del Conero, mi tuffo tra il giallo dei girasoli e il viola della lavanda, sprofondo tra i tornanti che mi portano all'acqua, faccio un tuffo, una doccetta, leggo due pagine. Ogni volta che vedo un tramonto è come se fosse la prima volta, devo sempre accostare e fermarmi un attimo, in silenzio. Mi viene fame, assalita da tutte le suggestioni che solleticano il naso... Potrebbe mangiare anche lei, penso, perché ci sono le grigliate sì, ma anche il pesce, la pizza, ogni chilometro c'è una cucina pronta a splancarti le braccia.
Oppure gli amici pescano i moscioli al largo, ti apparecchiano sotto i pini e ti stracciano al gioco delle carte mentre i bambini sono andati a dormire e tu non hai fatto in tempo a fargli le magie con le luci. La migliore serata mondana che mi potessi concedere.
Però ci penso tantissimo, appena chiudo i battenti, monto a cavallo, corro verso via del Conero, mi tuffo tra il giallo dei girasoli e il viola della lavanda, sprofondo tra i tornanti che mi portano all'acqua, faccio un tuffo, una doccetta, leggo due pagine. Ogni volta che vedo un tramonto è come se fosse la prima volta, devo sempre accostare e fermarmi un attimo, in silenzio. Mi viene fame, assalita da tutte le suggestioni che solleticano il naso... Potrebbe mangiare anche lei, penso, perché ci sono le grigliate sì, ma anche il pesce, la pizza, ogni chilometro c'è una cucina pronta a splancarti le braccia.
Oppure gli amici pescano i moscioli al largo, ti apparecchiano sotto i pini e ti stracciano al gioco delle carte mentre i bambini sono andati a dormire e tu non hai fatto in tempo a fargli le magie con le luci. La migliore serata mondana che mi potessi concedere.
Va bè io lo dico: vorrei, passando da quella via, poter suonare il clacson, aspettarla mentre chiude il cancello, farla salire e portarla con me!!!
barcelona 2003_genova 2008_padova 2012
Vado al concerto in aereo, ma ti pare a te?? C'ho anche una signora autista e una Lola che meglio di così non mi poteva andare! Ma il pullman? Il caldo, le birre, il fresco, l'acqua.
Le 6 ginocchia più belle che tornano a ballare insieme. Niente file in bagno stavolta però!
Questa l'aspettavo negli occhi perché solo deseo estar a ese lado!!
Ma se tutto il tempo ringraziava Padova' è perché c'era Cicca al basso che lo conosce bene?
Se non c'è due senza tre, il quarto viene da sé... Manu, torna presto!! Intanto Chao!
mercoledì 20 giugno 2012
Il dubbio
Ma la mosca che riesce a salire sull'aereo (senza biglietto) quando sbarca poi, si sente smarrita? Senza amici? Le mancherà il suo habitat? E la sua famiglia?
Mi ha fatto un po' pena, perché secondo me non sa...
Mi ha fatto un po' pena, perché secondo me non sa...
martedì 19 giugno 2012
Erano anni...
Siete pregati di tenere chiusi il tavolino della poltrona di fronte a voi durante il decollo... ma se neanche ci sono i tavolini?
I sedicenni con tanto di Vans ai piedi e cappellini in testa ballano il tip tap.
L'assistente di volo proprio non ha voglia di assistere al volo.
Il corriere, mannaggia mi sono dimenticata il corriere! Lo rubo al vicino, ti pare che se lo porta dietro?
La signora che ha dei confettini al posto delle unghie legge anche se sta al posto finestrino. Mamma non mi faceva stare al finestrino se poi dovevo sempre stare con gli occhi sul libro. Volevamo vedere tutti.
Un po' ho sbirciato, mi ha accolto un tramonto su una scogliera a strapiombo sul mare.
I sedicenni con tanto di Vans ai piedi e cappellini in testa ballano il tip tap.
L'assistente di volo proprio non ha voglia di assistere al volo.
Il corriere, mannaggia mi sono dimenticata il corriere! Lo rubo al vicino, ti pare che se lo porta dietro?
La signora che ha dei confettini al posto delle unghie legge anche se sta al posto finestrino. Mamma non mi faceva stare al finestrino se poi dovevo sempre stare con gli occhi sul libro. Volevamo vedere tutti.
Un po' ho sbirciato, mi ha accolto un tramonto su una scogliera a strapiombo sul mare.
giovedì 14 giugno 2012
mercoledì 13 giugno 2012
Quest'anno saggio per te!
Ha i colori della fantasia, respira arcobaleni.
Ride con le idee, lascia senza parole.
Corre con il pensiero e viaggia sul vento.
Di lei parlerà il futuro.
Profonda come l’abisso e leggera come le nuvole.
lunedì 11 giugno 2012
La mia città. Come la vorrei
Mattatoio. Ci saranno matti pure qui? Di sicuro dei personaggi strani.
Sono alla casa dellE culturE, perché di culture ce ne sono di ogni come, qui da noi: il contadino, il filosofo, l'intellettuale, il ragazzino, l'artista, l'operaio, la mamma, il fotografo, la ballerina, il writer.
Io, pennarelli alla mano, disegno alberi, cartoncini e manifesti, senza voler entrare in competizione con il maestro stencil, che tanto io non capisco di proporzioni e geometrie. Allora mi metto a distribuire portacenere con la mia amica sacco di sabbia.
Intanto intorno a me, nascono tavolate, gazebo, service, spuntano le luci dagli alberi, cassonetti con orti interni, conigli e aironi sui muri!
Un viavai di braccia che spostano, mani che costruiscono, pennelli che dipingono con la musica nelle orecchie.
A me, che non so contare, mi lasciano alle leve e inizio già subito a far uscire liquidi che fanno ballare e ridere.
Poi arrivano le persone in divisa, che se lo sapevo che era una festa in maschera, avrei sfoggiato la mia nuova parrucca. Con un pulsantino ci liberano e finalmente possiamo gioire perché ci hanno sbattuto dentro! Ecco il posto che vorremmo avere, il posto che vorremmo veder rinascere, riempire di verde, spazi per bambini, sale mostre, sale prove, biblioteche, scuole di multiculturalità, atelier e chi più ne ha, più ne metta. E questo non lo vogliamo solo noi, abbiamo scoperto, ma anche tutti i nostri concittadini che sono venuti alle riunioni, che hanno visto sfilare diapositive, possibilità progettuali e sogni, quelli preziosi che noi conserviamo anche se ci danno degli ingenui.
Ecco, ora che i signori mascherati ci guardano e siamo dentro, non sfasciamo né roviniamo niente. Allestiamo dei tavoli per dibattiti e scambi di opinioni. Pure il sindaco si fa un giretto tra i gruppetti, chissà se le guardie hanno paura delle sue azioni e sono lì per quello.
Ma non succede niente. Succede solo che, come la carrozza dopo la mezzanotte, i cancelli allo scadere dell'accordo, tornano a chiudersi e con amarezza restiamo di nuovo fuori. Ma la festa continua, partono gli stornelli e le danze, e si continua fin quando rimaniamo noi, ultimi, a raccogliere i resti, a bere l'ultima birra con le gambe stanche e i sorrisi stampati, con i pensieri che corrono e le discussioni sulla fede e sulla filosofia. Poi tutti se ne vanno. Resto ancora un attimo a fissare il nuovo muro, e un cancello che vado a sognare aperto.
martedì 29 maggio 2012
Se uno va 4 volte in piscina in un mese, si può dire che fa piscina?
Da bambino mia madre mi insegnava a nuotare, portandomi in una piscina enorme, anche se mia madre non mi metteva nella piscina dei grandi, ma in una piccola (che per me era grande lo stesso), dove però l'acqua era calda per essere più gentile con la mia pelle delicata.
Se mi scappava la pipì, mia madre mi portava di corsa fuori dalla vasca e mi accompagnava in bagno. Mi succedeva sempre perché l'acqua calda avrebbe fatto scappare la pipì anche a un grande.
Io sguazzavo mentre mia madre mi faceva le foto, milioni di foto per verificare forse dei possibili miglioramenti nel mio stile (?). Io invece non facevo altro che aspettare il tempo della doccia. Era il momento delle tette e dei sederi. Anche se io ero un maschio infatti, visto che era mia madre a farmi la doccia, andavo nello spogliatoio delle femmine e lì ogni bendidio!!!
Anche mia madre era già un belvedere con i suoi micro indumenti intimi, ma tra i vapori dell'acqua calda, sentivo di essere già il gallo del pollaio, il sultano dell'harem.
Adesso che sono un uomo, in piscina vado per occupare una corsia in entrambi i sensi di marcia, perché invece di nuotare, faccio gli esercizi per il ginocchio e chiacchiero con il mio compagno che mi imita affianco.
A volte ci vado anche da solo, mi serve per distendere un po' i nervi e farmi rilassare dall'acqua nell'impatto che i miei muscoli hanno con l'attrito che fa il cloro.
Entro in acqua e ho sempre in testa una mucca, ma sempre meglio una mucca che un gruppo di spermatozoi che fanno a gara a chi arriva prima!!
Se mi scappava la pipì, mia madre mi portava di corsa fuori dalla vasca e mi accompagnava in bagno. Mi succedeva sempre perché l'acqua calda avrebbe fatto scappare la pipì anche a un grande.
Io sguazzavo mentre mia madre mi faceva le foto, milioni di foto per verificare forse dei possibili miglioramenti nel mio stile (?). Io invece non facevo altro che aspettare il tempo della doccia. Era il momento delle tette e dei sederi. Anche se io ero un maschio infatti, visto che era mia madre a farmi la doccia, andavo nello spogliatoio delle femmine e lì ogni bendidio!!!
Anche mia madre era già un belvedere con i suoi micro indumenti intimi, ma tra i vapori dell'acqua calda, sentivo di essere già il gallo del pollaio, il sultano dell'harem.
Adesso che sono un uomo, in piscina vado per occupare una corsia in entrambi i sensi di marcia, perché invece di nuotare, faccio gli esercizi per il ginocchio e chiacchiero con il mio compagno che mi imita affianco.
A volte ci vado anche da solo, mi serve per distendere un po' i nervi e farmi rilassare dall'acqua nell'impatto che i miei muscoli hanno con l'attrito che fa il cloro.
Entro in acqua e ho sempre in testa una mucca, ma sempre meglio una mucca che un gruppo di spermatozoi che fanno a gara a chi arriva prima!!
domenica 20 maggio 2012
Picchiatelli, ovvero malati di niente!
La follia è nell’amore, nell’odio, nella guerra, nell’arte, nel dolore, nell’uso delle parole, nel fanatismo, nella genialità, nel razzismo, nella gioia, nelle esasperazioni, nell’incapacità di superare i fallimenti quotidiani. C’è davvero qualcuno che crede di esserne immune?
venerdì 4 maggio 2012
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