lunedì 18 gennaio 2010
Il buonumore!!
Io stamattina niente buonumore! Per il freddo ho camminato a testa bassa, di corsa e con un'espressione scura, mi fa arrabbiare tutto questo gelo... e allora sono tornata sotto le coperte, che solo a pensarci mi viene da sorridere. Il piumone mi abbraccia, mi nasconde e mi ingloba.
Io non ci sono più, fin quando fa troppo caldo e mi manca il respiro e mi trovo con la testa in fondo e i piedi dalla parte del cuscino. Un piede, due piedi, tre piedi!?!
mercoledì 13 gennaio 2010
Anima e pancia!
C'è di tutto in questo salad bowl, c'è destino, passione, musica, cibo e amore! C'è del grottesco e c'è comicità. Qualche stereotipo forse nel punto di vista di uno straniero che racconta le vite di immigrati. E nei ballerini che dentro un locale fanno stretching!!!Il protagonista (l'attore e non il personaggio), un po' goffo all'inizio, passa da espressivo tontolotto un po' animalesco, ad animale alla riscossa! Ne succedono di tutti i colori in un ristorante bohemien (bellissimo) che raccoglie galeotti, cuochi pazzi, musicisti per un pubblico punk, pittrici con animo strafottente ed orgoglioso. Poi c’è il tedesco, esattamente come ti immagini un tedesco, biondissimo e rosa, arrivista e stronzo... ma a lui ci penserà il fisco.
La seduzione della gola (e non solo) dà verve alla pellicola che scorre tra risate e commozione. È un concatenarsi di gioie sfrenate, buffi incidenti e terribili sfortune. Ma non è quello che ti rimane. C’è ottimismo e una carica di buonumore, ed è quello che ti lascia il film anche quando congeli fuori dal cinema al freddo pur di commentare con gli altri spettatori. È un messaggio positivo perché, dopo tanti rocamboleschi intrecci, arriva per tutti il momento della riscossa. In questo caso la svolta si chiama, per una casualità di omonimia (me lo concedo), Anna. Sarà il suo sguardo a placare ogni timore e ad infondere la forza per ricominciare e riprendere in mano quello che era perso!
Nessuno si alza ai titoli di coda, dal tratto Malleus e dalle musiche da telefilm anni '70. Non è solo un elenco di nomi, ma è un apostrofo stilistico, un autografo del regista.
Nota negativa, andare al cinema e non poter fare una battutina sul vicino di posto, non poter incrociare al buio sguardi di intesa, non poter ridere all'unisono e compiacersi, è un po' come andarci da sola! Dov'è il mio esperto?
martedì 12 gennaio 2010
domenica 10 gennaio 2010
Mis amigos... imaginarios?
E allora chi ti ha dato le mie chiavi? Chi ti ha dato il permesso di fare colazione a casa mia alle quattro del pomeriggio? Ah pure la doccia? No, ma allora tu non hai capito!!! Jack digli tu qualcosa! Va bene, allora facciamo entrare e uscire tutti quello che vogliono. Il primo sì, lo conosco da tanto e sa cucinare bene. La confidenza che non muore. Poi mi fa ridere anche se è diventato serio e sa aggiustare le cose. Mi porta su un piatto d'argento, è molto buono. Di lui, che in un paese straniero ha fatto di me ciò che sono ora, anche se passato molto, non mi sono mai scordata. Preziosa presenza! Pure il secondo può entrare! Mi capisce quando scherzo, mi legge nel pensiero, anche lui mi fa ridere. Ho un profondo rispetto verso di lui, come mai verso nessun altro, e molta stima. Da quando si è perso, non vado più al cinema. Anche il terzo è benvenuto. Lo conosco da meno del primo ma da più del secondo. Lui è cervello, è cultura e profonda sensibilità. Risolve gli intrecci della mia psiche e infonde sicurezza. Il ragazzo del sud è stato grande amico, ma si è trasferito. Lui entrava e usciva come voleva. C'era molta fiducia. Ora mi scrive e mi fa sempre un sacco di regali. Accomodati. Il riccio lo conosco da pochissimo, ma è gentile e scrive favole, dice Yle. Avanti, puoi entrare... un giorno. Quest'altro ha provato a entrare una sera, ma era tardi e non ha insistito. Potrei farlo passare... anche se giochiamo una volta a settimana da poco tempo, perchè gli piace fare un sacco di cose, e scrive, riprende, scatta. Lo fa davvero, non ne parla e basta. Gli ho promesso che mi farò crescere le ali entro la primavera. Poi c'è l'amico strano, è razionale e rigoroso, ma anche lui mi fa ridere qualche volta, anche se quando parla di cultura, io devo portare il caffè. Ce n'è uno poi che mi spettina, mi sorregge la mano e mi insegna a darle peso. Lui è entrato sì, ma dalla finestra, con una bottiglia in mano. Lui è la passione ma va a briglie sciolte. Un altro non chiede di entrare, ma mi vuol portar fuori e non ci crede se dico che non ce la faccio proprio. Ah ecco, lui dice di conoscermi da tanto, ma in realtà non ci siamo mai parlati! E quest'altro? Quest'altro è bravo, gli piacciono i bambini, ha appena vinto un premio, ma dice che avrebbe preferito il mio! Potrei farlo entrare per parlarci ancora, lo conosco da tanto, mi posso fidare. Incredibile è lui, che mi fa ballare, mi canta le canzoni di Fendano Fenno e mi trapana i muri di casa.
Io adesso ho voglia di portare fuori il cane con Michela e congelarmi al freddo per motivi validissimi come dire cazzate di notte con Yle anche se il giorno dopo devo andare a lavorare. Oppure inizio ad ascoltare i consigli degli amici e a pensarci veramente!
giovedì 7 gennaio 2010
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Come raccontarti queste due settimane di vacanza? Da dove cominciare? Dalle gemelle in una casa del mistero? Da Pierino che è un personaggio di fantasia? Dalle chele di granchio, le torte di compleanno a sorpresa e le tisane/rum pomeridiane? O magari dai viaggi in macchina allungati di qualche chilometro e dalle passeggiate in cima alla rocca? No, così direi che faccio confusione.
Sono successe molte molte cose. È iniziato pieno l’anno, ma non voglio ancora connotarlo. Sono stata bene in vacanza, ma anche il 2009 era cominciato così e poi è finito al contrario di come avevo pronosticato nel moleskine dell’ultimo anno del decennio scorso, che vedeva al primo posto nella classifica delle mie priorità il sentimento più “alto”. Io che non uso mai quella parola, ne avevo riempito una pagina, che avevo capito?! Nel viaggio di ritorno in treno non avevo nient’altro da leggere, L’isola sconosciuta l’avevo quasi imparata a memoria. E allora ho visto un po’ com’è andato il passato. Mi viene da ridere a pensare a tutte le volte che sono stata risoluta a parole e docile come un agnellino nei fatti. Tanta confusione e qualche cattivo pensiero, ma le mie orecchie ascoltavano tutto e il contrario di tutto, che era difficile capire. Mi dispiace per le brutte parole, fastidiose, che non ricordavo neanche più di aver scritto, ma è anche quello parte del mio temperamento mediterraneo.
Una deviazione fuori programma mi spinge ancora più indietro e mi ricorda il bello di essere presi per mano, senza un perché, solo che è bello quando ti sorprende e subito torna ad essere naturale. Come altro dovrebbe essere? Eravamo speciali. Molte cose restano come le ricordi, ma non puoi permetterti di interrogarti, ché non è il momento, lo aspetta il nuovo mondo, di nuovo!
Tute bianche e calze rosse
I figli dei Riciclato hanno puntellato una piazza di bianco, una piazza che invece era nera, gialla e forse verde. Chi vive le strade e riempie le piazze sono ancora una volta loro: gli extra, gli extra qualcosa. Come dice Alessandro, è bello rivedere corso Carlo Alberto, il Piano tutto, vivo, colorato e animato. Sentire una città vera, presente. E lo fanno loro anche in questa serata, la stessa in ogni angolo di mondo. La serata che chiude il vecchio per aprire il nuovo. Sconvolgente l’anno appena finito. Iniziato con il benessere e su una montagna dalle cui pendici sono scivolata giù in picchiata, ma, come in una rampa da skate, la rincorsa mi ha riportato sull’altra vetta. In questo altalenare, ho fatto in tempo a cambiare idea mille volte, sono stata due, una e per un po’ tre. Sono stata stesa, in piedi, saltellante. Ho caricato, scaricato e montato mobili che sono diventati fissi. Ho fatto cose e conosciuto gente, un sacco di gente se ci penso, e ho aperto la porta alle tante sfaccettature della vita. Ma devo ammettere che ci ho messo un po’. E oggi, in questa serata, vestita di bianco, correndo tra la gente, finisco sui cellulari di mezza striscia di Gaza, ma sono tutti felici e anche il vecchietto ride con noi. E suonano tutti, anche il primo cittadino, capotrenino, divertito almeno quanto noi. Ma questo è merito loro, i Riciclato Circo Musicale che, ancora una volta hanno fatto ballare e suonare tutti! Altro che Rai 1!!!http://www.youtube.com/watch?v=bhYJd9xJTPI&feature=player_embedded
mercoledì 30 dicembre 2009
martedì 29 dicembre 2009
Un compleanno di 30 anni!!!

Il dilemma di Prò è comprensivo. Servono lunghe leve o agilità?
Il problema arriva quando il bollo libero più vicino è troppo lontano!
Per questo poi, col fiatone, si ripiega su un Taboo, dove al massimo sforzi i muscoli del sorriso, perchè per spiegare moffetta, nessuno mi passa "puzza, ma anche città in provincia di Bari!"
lunedì 28 dicembre 2009
Come mi hai chiamato?
La piccoletta a cui mi riferisco io è un soggetto particolare, ha avuto una breve ma complicata vita. Senza che io le chiedessi niente, mi ha raccontato che ha cambiato molte case, molte famiglie e molte mamme. E oggi pare sia io sua madre, "mamma" mi ha chiamato per tutto il giorno. Io le dico che è fortunatissima ad avere avuto così tante mamme, ma forse non sono poi così convinta. Mi chiede di fare un pisolino e mi si avvinghia. Stese sul divano, abbracciate, le viene da ridere e non riesce a stare ferma un attimo. Le gambe si intrecciano a me e si gira alla ricerca di un po' di calduccio. "Mamma" aridaje! Mi piace coccolarla, accarezzarle la fronte e farla ridere, ho capito che tanto di dormire non se ne parla. Che ne sa che sono andata a letto poco prima che si alzasse lei? Giochiamo e io sono molto più brava di lei, ha solo 7 anni, ma aveva scelto lei il gioco, che ci posso fare? Però ride e rido anche io perchè non sa dire la r.
Poi penso che vivere in una casa famiglia non è come andare a scuola. Lì, quando hai finito, torni in un posto tutto per te, con persone che hanno voluto te, proprio te. Invece qui hai tanti fratelli acquisiti, altri bimbi sperduti come te, hai le maestre, i giochi, hai da mangiare. Ma come è una famiglia normale? Una come quella di Piero e Margherita? Lei forse non lo sa, ma con loro sta tanto bene e vuole tornare ogni volta.
Chi ti compra i vestitini? Chi decide come farti principessa? Probabilmente le maestre corrono perchè mentre vestono te, di là c'è quel bambino difficile che spacca i piatti.
Ma le carezze e l'affetto chi te li dà?
Vieni qui, e non solo a Natale!
giovedì 24 dicembre 2009
Mr. Babbo (seconda parte)
Ti hanno visto appeso alle facciate dei palazzi. Non sanno che quello non sei tu, quello vero, dico. Però c'è un sacco di gente che ce l'ha con quei tuoi pupazzi, non capisco perchè. Magari non sono proprio belli belli, ma non mi pare disturbino più di tanto. Tu sarai già in viaggio, mi raccomando stai attento! Io invece sono un po' in ritardo, almeno così mi sembra! Corro? No, per niente. Ansia da pacchetti? No, neanche. Sono molto fiera dei giocattoli di legno, dei miei addobbi e dei preparativi!
Ho fatto tutto? Boh, credo di sì. Ah! Ho litigato con il mio capo, al buonismo non ci credo, ma forse mi ha già perdonato, mi ha regalato tutta la Merini, era il mio desiderio! Sono in vacanza adesso, anche se ho poco tempo. C'è qualcun altro che chiede di me. Sono gli attori, i registi, i clown e gli editori che cercano le mie parole. Io ne avrò per tutti? Farò del mio meglio, in vista delle sorprese del futuro. Poi devo pure partire, no?
Come? No, niente streghe e pupazzi di neve, niente incursioni notturne per consegne a domicilio questo Natale, ho perso le chiavi. Ora è la mia vita, quella da riempire di colori e note, quelle della mia canzone preferita! La signora ha detto che me lo merito, lei ne sa più di tutti e due! Io non ci avevo pensato! Ma anche così per me il Natale resta una bella festa, anche senza quelle persone che mi mancano ma che hanno ancora affetto per me, come io per loro. Adesso ci sono i giochi, i bambini che verranno a pranzo, gli amici che passeranno per l'aperitivo e quelli che verranno a prendere il caffè, le serate con i caminetti e le sfide dei cervelli.
Alla faccia della suina, baci e abbracci sotto il vischio per tutti.
Babbo, e tu? Ce n'è anche per te!
mercoledì 23 dicembre 2009
Dal mio alberello ecologico!
Non è un'andatura attraente,
non è il portamento elevato di certe nostre donne bene in mostra.
È la forza sovrumana di affrontare il mondo da soli senza sforzo,
sfidarlo a duello tutto intero senza neanche spettinarsi.
Non è femminile, è dote di profeti.
È un dono e tu l'hai avuto.
Chi lo possiede è affrancato da ogni timore.
L'ho visto su di te la sera dell'incontro e da allora l'hai addosso.
Tu sei piena di grazia.
Intorno a te c'è una barriera di grazia, una fortezza.
Tu la spargi, pure su di me.
Erano parole da meritarsi abbracci.
Restammo sdraiati senza una carezza.
In nome della madre - E. De Luca
giovedì 17 dicembre 2009
mercoledì 16 dicembre 2009
Per un mondo migliore!
Galileo from Ghislain Avrillon on Vimeo.
Una volta poi, era parecchio tempo fa, sempre questo amico aveva pubblicato una nota. Non ne conosco l'autore, ma lì per lì mi era piaciuta! Oggi non so più cosa significa, ma ce l'ho tra le bozze e mi sembra un peccato lasciarla lì!
"lei lo ha mollato due giorni fa. e adesso piange. non perché si sono lasciati, ma per tutto quello che lui le ricorda adesso, adesso che sa che non lo vedrà più com’era. non com’è. com’era allora. innamorato, con gli occhi dolcissimi, solo per lei. con la voce dolce e profonda e calma. tutta per lei. com’era e non com’è. e allora piange e si dispera."
Come ossigeno e ferro!
Oxygen from Christopher Hendryx on Vimeo.
Lo difendo perchè è una questione di formule e, anche se la chimica ha la sua importanza, lui è solo un po' imbranato, non è cattivo!! Non tutti gli elementi possono stare insieme, è la natura!
Lo considero concesso? Se sì, pubblico un'altra cosa rubata tempo fa!
martedì 15 dicembre 2009
Tolto un Dente, se ne mette un altro!
venerdì 11 dicembre 2009
Parlando per metafore: un bacio, da dividere in due
Si consiglia l'ascolto in contemporanea con la lettura, rende più l'idea.
Suonare il piano è come fare l'amore. Ci sono i momenti più delicati, i tempi lenti, gli adagi, i ritmi più sostenuti con il muro di luce che dipinge il fondale di rosso… e le pause, fondamentali per creare quelle sospensioni, preludi di estasi. Un bravo pianista sa dosare tutto. Non è solo tecnica, è passione e sentimento, di quando chiudi gli occhi e ti lasci trasportare. Il tocco sensibile del maestro non è da tutti. Alcuni non hanno orecchio, per altri è solo esercizio e performance, c’è chi ha “scordato”. Anche l’ascoltatore gioca un ruolo importante, serve sintonia e affine, quanto rara, reciprocità. Ma se ti concentri sui suoni sorridi al piacere dell’incontro, se ti lasci suggestionare da altri sensi scorrono immagini di una vita inventata e ti senti felice, come pervaso da un’ondata di calore. In alcuni casi poi, l'archetto incontra la corda e su di lei si ciondola un po'. E allora mi vengono i brividi e non controllo la commozione. È stato come fare l’amore!
La mia notte con
lunedì 7 dicembre 2009
Era Margherita, non Anna!
Certe volte i pensieri distrattamente ritornano, tra una cosa e un'altra, ma stavolta è colpa di Lavi, che l'ha ritirata fuori e me l'ha regalata!!! Era stata una fissa di tempo fa... questa canzone... però grazie, sempre bellissima (di sicuro), anche senza premi nobel e tutta quella perfezione!
giovedì 3 dicembre 2009
La conferenza della sirenetta
Aspettando Copenaghen, questi giorni, anzi in realtà da molto più tempo, ho letto mille articoli sui cambiamenti climatici. Scienziati, esperti, climatologi urlano a gran voce le loro teorie. Spesso offrono visioni e soluzioni differenti. Ecco, questo è positivo, perchè diversi punti di vista garantiscono pluralità di informazione, che ci permette di costruirci un'idea nostra. Si tratta però di argomenti scientifici, di cui non possiamo direttamente verificare la veridicità. Quindi, non essendo mia intenzione fare previsioni catastrofiche o ottimiste, mi limito a riflettere sulle informazioni che mi arrivano, senza pretese di essere nel giusto! La cosa che più mi colpisce è la crescita demografica, un aumento della popolazione che causerà il collasso del pianeta. Ma come? Se la nostra paura è proprio quella che il vecchio continente sta invecchiando ancora di più a causa di una drastica diminuzione delle nascite!! Ebbene, è il terzo mondo che continua a sfornare pargoletti, quelli che coloreranno il futuro della Terra. Sembra che il loro arrivo però, sottragga a noi l'immenso benessere in cui ci culliamo. Di sicuro è vero che le risorse non sono abbastanza per tutti, ma mi sembra che il problema sia che noi dovremmo privarci di parte delle nostre per condividerle con i cugini del sud del mondo!! E io non vedo l'ora che sbarchino copiosi sulle nostre terre. Che senso ha stabilire confini e creare leggi razziste sugli immigrati, quando è evidente che loro aumentano e noi diminuiamo? Perché ci ostiniamo a voler tenere tutto per noi? Tutti dovrebbero spargersi per tutto il mondo, una Pangea di tutti, dove i trattini divisori degli stati non esistano più. E facciamo nascere tutti i bambini che l'amore vuole generare, che sono una benedizione. Sostituiamo i vecchi e cresciamo nuove generazioni più intelligenti di noi.Oggi i capi di stato, anche Obamino, rimandano i trattati e gli accordi slittano di anno in anno, dimenticando l'urgenza della diminuzione delle emissioni dei gas serra, come in una war room di Kubrick. Complicate trattative e soprattutto poca volontà di cedere e concedere renderanno il prossimo vertice danese un nuovo fallimento! Ancora soldi ed energie sprecate. Si potrebbe aprire un dibattito lunghissimo sull'uso incoerente che si fa di fondi dedicati al mondo del volontariato e dell'associazionismo che spende più per conferenze e incontri di autocompiacimento che per effettivi aiuti dove ce n’è bisogno.
Non credo più nelle forme di aiuto, offerte da comode poltrone di salotti bene o di aule scaldate da buoi e asinelli buonisti.
Lasciate che i pargoli vengano a noi!
mercoledì 2 dicembre 2009
Questione di logica!
Perciò quando qualcuno dice che qualsiasi gesto di violenza palestinese giustifica le azioni di Israele, non solo contesto quella logica in base al diritto internazionale e al diritto legittimo di un popolo alla lotta armata per difendere la propria terra e le proprie famiglie; non solo contesto quella logica in base alla quarta Convenzione di Ginevra che proibisce le punizioni collettive, il trasferimento della popolazione di un paese occupante in una zona occupata, l'espropriazione di risorse idriche e la distruzione di infrastrutture civili come i campi coltivati; non solo contesto quella logica in base alla consapevolezza dell'impatto relativo che i fucili russi vecchi di cinquant'anni ed esplosivi fatti in casa possono avere sulle attività di uno degli eserciti più grandi del mondo, appoggiato dall'unica superpotenza del mondo, ma contesto quella logica anche in base al buonsenso.Se chiunque di noi vedesse la propria vita e il proprio benessere completamente strangolati e vivesse con dei bambini in uno spazio sempre più ristretto sapendo che soldati, carri armati e bulldozer potrebbero arrivare a prenderci in qualsiasi momento, senza mezzi di sostentamento economico e con la casa distrutta; se venissero a distruggere tutte le serre che abbiamo coltivato da chissà quanto tempo, non credi, in una situazione simile, che la maggior parte della gente si difenderebbe come meglio può?
"Mi chiamo Rachel Corrie"