Ci sono dei posti sconosciuti ai più. Ma non lo sono per me. Io, che da una vita scavalco e mi arrampico, conosco delle zone della mia città riservate a pochi, luoghi non svelabili.
Ogni tanto ci torno, così poi posso lamentarmi che mi fa male tutto!
Per fortuna Giorgia mi ha detto che se vado verso quel prato, troverò delle bacche magiche, colorate, altre biglie che mi faranno passare tutto!
Accarezzata da un raggio di sole novembrino che ha i riflessi rossi delle foglie cadute, mi nutro dalla fonte, senza usare le mani, sfidando le vette dall'alto della mia piccola statura.
Mia soave, di cosa odori? Di che frutto? Di che stella? Di che foglia? Presso il tuo piccolo orecchio o sulla tua fronte mi chino, ficco il naso tra i capelli e il sorriso, cerco di riconoscere la stirpe del tuo aroma: è soave, ma non è fiore, non è coltellata di penetrante garofano o impetuoso aroma di violenti gelsomini, è qualcosa, è terra, è aria, mele o legnami, odore di luce sulla pelle, aroma della foglia dell’albero della vita con polvere di strade e freschezza d’ombra mattutina alle radici, odor di pietre, di fiume, ma più simile a una pèsca, al tepore del palpito segreto del sangue, odore di casa pura e di cascata, fragranza di colomba e capelli, aroma della mia mano che perlustrò la luna del tuo corpo, le stelle della tua pelle stellata, l’oro, il grano, il pane del tuo contatto, e lì, per tutta la lunghezza della tua luce furiosa, sulla tua circonferenza d’anfora, sul calice, sugli occhi del tuo seno, fra le tue ampie palpebre e la tua bocca di schiuma, su tutto lasciò, la mia mano lasciò odor d’inchiostro e selva, sangue e frutti perduti, fragranza di obliati pianeti, di puri fogli vegetali, lì il mio stesso corpo sommerso nella freschezza del tuo amore, amata, come in una sorgente o nel suono di un campanile lassù tra l’odore del cielo e il volo degli ultimi uccelli, amore, odore, parola della tua pelle, dell’idioma della notte nella tua notte, del giorno nel tuo sguardo. Dal tuo cuore sale il tuo aroma come dalla terra la luce fino alla cima del ciliegio: sulla tua pelle io fermo il tuo palpito e odoro l’onda di luce che ascende, la frutta sommersa nella sua fragranza, la notte che respiri, il sangue che esplora la tua bellezza fino a giungere al bacio che mi attende nella tua bocca.
Quella che segue è la lettera di Bepi Covre, ex deputato leghista, imprenditore, sindaco di Oderzo, consigliere provinciale di Treviso che è stata pubblicata dal Mattino di Padova un paio di giorni fa. E’ indirizzata al nostro Cavaliere Supremo. E’ asciutta, diretta, efficace. Vale la pena di non farla passare inosservata. p.c.
Signor Presidente Berlusconi, ho una figlia di 17 anni, ultima di due fratelli più grandi. Angela è una ragazza normale, che studia, fa sport, va alle feste che organizza assieme ai suoi compagni e coetanei. Se solo venissi a sapere che frequenta e va a feste dove ci sono «vecchietti» magari danarosi, profumati e stravaganti... Personaggi che potrebbero avere gli anni dei suoi genitori, se non dei suoi nonni?! Signor Presidente, mi sentirei un genitore fallito! Non per questo rinuncerei a prendere alcuni urgenti provvedimenti che vado ad elencare. Primo: due solenni scapaccioni alla figliola minorenne. Così come previsto dal manuale antico, consolidato della sana tradizione pedagogica contadina. Nei giorni a seguire, sbollita rabbia e senso di frustrazione, cercherei di ripristinare un corretto e utile dialogo con la figliola. Assieme alla moglie (madre della figlia) mi impegnerei su questo versante. Secondo: mi farei dare nome ed indirizzo dei vecchietti organizzatori del bunga/bunga. Prima ancora di denunciare e attendere lungaggini, accertamenti e indagini; prima ancora di coinvolgere la giustizia con i tempi secolari in cui si muove. Da subito farei visita ai vegliardi (mal invecchiati) ben munito di opportuna mazza da baseball!
Signor Presidente, queste le mie istintive reazioni genitoriali alla lettura di quanto riportano i mass media; l'ultima tristissima vicenda che La riguarda unitamente alla minorenne extracomunitaria (nipote presidenziale) in realtà una irregolare, neppure cittadina italiana. Il mio non vuole essere un giudizio, piuttosto la reazione di un padre. Non mi interessa sapere se e quante volte e quando Lei Signor Presidente, ha visto, incontrato, aiutato la giovane Ruby. Non me po' fregar de meno. Trovo innaturale, sconveniente, immorale, inopportuno che un Signore di oltre settantanni, padre e nonno, organizzi feste a casa propria senza selezionare rigorosamente gli ospiti. Permetta cioè che persone minorenni si imbuchino... Io mia figlia ad Arcore non la manderei MAI.
Signor Presidente, è giusto che i giovani frequentino i giovani, gli anziani rimangano tra di loro. E' sempre andata così, lo impone il buon senso e la civiltà latina (in altri Paesi ci sono altri usi e costumi). Signor Presidente, Lei è un vecchietto, si rassegni, non è una colpa neppure una disgrazia, anzi un privilegio arrivarci. Dovrebbe essere felice. Pensi solo a quanti non ci arrivano... Altra questione nella tristissima vicenda. Si legge che ha aiutato con del denaro la minorenne (nipote presidenziale). Gravissimo errore! Chi dà soldi, o fa la carità oppure è, nella migliore delle ipotesi, captatio benevolentia. Se è un gesto caritatevole, non andava fatto direttamente alla fanciulla. Presidente, doveva informarsi sui genitori e rivolgersi a loro. Vista la situazione nello specifico, cercare la Tutrice/Sorvegliante e trattare la questione a quel livello. Il fatto poi della telefonata in Questura, non so e non mi pronuncio.
L'altra sera in conferenza stampa da Bruxelles, Lei Signor Presidente ha detto, per giustificare piuttosto che chiarire, che per governare gli italiani sta conducendo una vita infernale e massacrante. Per una questione liberatoria e di «igiene mentale», ogni tanto organizza delle feste per divertirsi con donne varie e assortite. A casa sua può fare ciò che crede. Certo, se non fosse il Presidente del Governo del Paese! Cosa che sempre più frequentemente dimentica e, sa perché dimentica? Perché la Sua memoria è coerente con la Sua età. Coerente e onesta, la memoria, ogni tanto sbircia l'anagrafe! Mi conceda, Presidente Berlusconi, mica glieLo ha ordinato il geriatra di governare l'Italia! Lei si è proposto, molti l'hanno votata. Tutto ha un inizio, tutto ha una fine, c'est la vie, Monsieur Le President. Nessuno Le impedisce di fare un passo indietro e togliersi di torno. Lei ha detto che le case non Le mancano, ne ha ben venti tra cui scegliere. Scelga. Spiace solo constatare che ancora una volta, sull'altro versante politico, nebbia fitta, anzi la nebbia agli irti colle sale...
Osterie, vicoli e bicchieri spessi per il vino. Facocerelli e circoli per poeti improvvisati.
Sedie attaccate alle pareti, portici, finestrelle, biliardini. Avrei passeggiato ore senza fermarmi. Avrei vissuto un'altra vita, svegliandomi dal comodo e famigliare torpore di "una città che muore anche il venerdì sera". Ehmmm volevo dire "dorme". Grazie SBI!!! ihihi
Avevo solo momentaneamente scordato il mondo esterno!
Ma mi è bastato un attimo per entrare nel club di Batman!
ps le bottiglie non sono proprio le stesse, ma da Vito è rimasto tutto così!
Non saprei da dove iniziare, non so iniziare se tutto è al contrario!
Mio fratello dice sempre che la fame vien mangiando! Dillo a lui che ha voluto 4 giorni di esperimenti. Sono sempre stata convinta che il mio stomaco fosse d'acciaio, e non tanto per i mesi nelle favelas, quanto per quel famoso anno di militare in Germania. Eppure questa inattesa novità mi ha scombussolato. Sarebbe un po' come iniziare una cena da un amaro (o 3/4), continuare con fettine di kiwi, banana e mela poi berci un bel caffè accompagnato da una torta mele e cioccolato. Fermarsi un attimo, ma poco, e assaggiare verdure saltate in padella con patate e salsiccia. Concludere in grande, con una pasta al forno radicchio e pancetta con crosticina di pan grattato! Tutto annaffiato da quel vino genuino del contadino! Chips&facocerelli sarebbero eccessivi. Non si può fare!
Poi pensandoci, credo che il mio stomaco non fosse chiuso a causa di un'inversione di corrente!
Niente fame, niente sonno. Eppure mai stata meglio. Mai ha fatto così bene, dice!
Non so, non ricordo più. Non ricordo come sono diventate le 6.30, se era appena mezzanotte quando tutti sono andati via, mai una notte è stata così brevemente eterna. Mi ricordo solo di una luce arancione, di palline che rotolano, di una selezione musicale, di pupille dilatate e di rapidissime infinità. Dimmi solo destra o sinistra?
Il concetto di sostanza si spiega immaginando non un teatrino di candele, fiocchetti e impalcature estetiche. Non è una finta scenografia insomma. Non ci sono costumisti o truccatori. Si parla di sostanza quando la bellezza è data dai gesti, dalle intenzioni, dalla dedizione, dal desiderio di essere presente, dal divertimento e dal rispetto, dalla curiosità di scoprire, inventare, donare e ricevere. Non è una prova di forza, non è una dimostrazione ma è pura spontaneità. Scoprirsi sinceri. La forma viene da sé.
Almeno, questo è quello che volevo dire! E nè Dio nè Cartesio c'entrano qui!
Fa freddo, ma c'è il sole e molto vento. L'ideale insomma per le lenzuola.
Le lascio sole per non stropicciarle! Torno qualche ora dopo. Il sole non c'è più, ma il vento è ancora lì. Il celeste ha lasciato il posto al blu. Io lo guardo, lo fisso, lo guardo! Ancora adesso potrei sostenere fermamente che era una stella quella che vedevo. Cadeva lentissimamente, mentre la gemella rimaneva immobile. Fosse stata tecnologia, non sarebbero state così identiche.
Allora ho espresso un desiderio, il desiderio si è avverato, doveva essere una stella per davvero!
Mi agita il dolby surround! O forse mi agitano le storie di ex mogli che non vengono lasciate andare e che perseguitano cuore e pensiero! Dopo l'innesto, anche l'isola sperduta (che forse era l'Asinara) ci voleva, piena di matti e potenziali assassini. Bravo Scorsese, sì! Ma adesso basta, voglio Nanni, solo Nanni!
Però stesi sul materassino tra i cuscini, il proiettore che regala grandi immagini, le casse che immergono nella storia, i documentari sull'oceano che puoi vedere sulla parete e anche sul vetro... riflessi, "sembra di stare in un acquario". Tutti i vizi a portata di mano e non serve uscire dalla copertina... mi sa che tocca dire addio per sempre al sig. cinema, che il paradiso sta di qua!
Grazie per l'infinita ospitalità, posso solo ricambiare con kiwate a palate preparate con amore!!
La fortuna ha voluto che ne conoscessi uno che organizza gli scaffali in cucina, così finalmente sistemerò anche io lo schedario... sperando non si scordi di passare all'Ikea! :o)
Io traduco i cognomi delle persone, mio è il saluto con il braccio che ha contagiato tutta una spiaggia, sono io che ballo in punta di piedi, io dico ecco.
Lancio mode forse? Non mi pare! Emulazione? Perchè? Ce n'è e ce ne sarà sempre una sola e la vita non basterà... è stato tutto un gioco!
Può essere un mestiere far ridere la gente? Stava diventando un lavoro effettivamente, ma non ho fatturato alla fine, neanche la CIA mi ha versato i contributi!
I Mezzapetraroli però sono persone di spirito e gran cuore, sanno divertirsi impeccabilmente... è meglio di uno stipendio!
Tra rime, cacce al tesoro, tombolate, cruciverba e videoproiezioni so che comunque, male che vada, una professione assicurata ce l'abbiamo! O se no, c'è sempre il biliardino!!!
Tutto liscio tra i campi, la natura ha un bell'effetto su di me! Il sole scaldava per il giusto, il vino faceva l'altra parte. L'allegria dei compagni teneva alto l'umore.
Mi muovevo come una principessa tra le righe, va bè io le chiamo così fattore, è inutile che mi chiami meraviglia!
Solo non avevo tenuto conto di Marchì, che a lui non bastava la naturale colorazione dei vestiti derivata dal lavoro. Mi ha provocato, gli acini sono arrivati anche dentro la maglietta! E allora, è iniziato il volo della sultanina e le calorose pacche sulle spalle con l'uva in mano, ops scusa!!!
Uva, uva e che ci farete di tutta quest'uva!?!
Le bimbe sono sempre pronte, e torneranno alla prossima occasione, che siano uve o olive!
Mi sono addormentata al cinema, seduta su comode poltrone di pelle, questa sì che è una sala seria. Caduta nel profondo del sonno, ho sognato che spostavo case e che disegnavo corridoi di specchi! Dopo tutta questa fatica, mi sono seduta per riposarmi e il sonno si è impossessato di me. Nella mia mente una trottolina ha iniziato a girare veloce su se stessa mentre io galleggiavo nell'aria, evidentemente non era realtà! Allora, per tornare con i piedi per terra, ho acceso la tv, Bruno gongolava per un nuovo caso di cronaca nera, in cui lo zio aveva confessato la colpa, e davvero la noia si è impossessata di me. Niente, credo di essere caduta in braccio a Orfeo, come se non mi avessero dato un calcio, perchè improvvisamente ero in mezzo ad un vigneto, avevo delle cesoie in mano ed era una bellissima giornata autunnale. La Giannone mi sgridava ridendo perchè potevo usare solo la carta igienica in dotazione, ma scusa, perchè secondo te io me la porto da casa?
Il cinema è storie e linguaggi, tutti i linguaggi e se non si gioca, allora viene fuori una muccinata! Invece è stato un viaggio nel viaggio, lungo come il tempo che un furgone impiega per cadere da un ponte e toccare l'acqua. Quei livelli psichici, che lui aveva saputo toccare anche in un altro suo capolavoro, mi hanno fatto gareggiare con la mente.
Quando finisce l'effetto di questo sedativo?? Ma io davvero mi sono addormentata? Ci sono entrata in quel cinema? E soprattutto, sono sveglia?
Se una suora pensa che il fatto stia nel non voler spostare il cadavere di un piccione, significa che il problema non è che le pasticche date a un essere umano possono essere letali! Ecco!
Mi dicono che faccio sempre polemica, che non mi piace niente, che trovo sempre qualcosa da ridire su tutto. Però la mia polemica non è gratuita, Zelig non mi fa ridere e le Iene è un programma Mediaset, con le sue logiche, con la sua spettacolarizzazione, con inchieste su argomenti seri mischiati troppo in fretta con tette e culi. Scusate se non lo riesco ad accettare. Alla fine è vero, sono così, forse anche io sono una donna di Marte anche se non lecco gli uomini. Ma mentre mangiavo la pizza, avevo detto che Ascanio non mi avrebbe deluso, non lo fa mai. Le sue cantilene con mille ripetizioni, il suo pensiero incarnato nella sagacità sorprendente di un Nicola inesistente. Lui voleva solo essere l'eroe per la sua bella!! Invece ha finito con l'essere un santo.
Mi piace il silenzio di una fine che non richiedeva nessun accompagnamento.
Quegli occhiali grandi non sono abbastanza scuri. Il fazzolettino che torturi tra le mani tradisce le pene. Quelle silenziose lacrime e quel triste dolore trapela dal naso arrossato mentre cerchi di confonderti con le cuffie alle orecchie. La ferrovia scorre, e tu che cosa viaggi? Mille o un solo motivo ti fanno contorcere così, guardando dal finestrino!
Mi dispiace, mi dispiace tanto!
Il mio essere stupida per un attimo ti fa sorridere, Moma sopporta quella scarpa vagante, chè anche lei se n'è accorta!
Per caso arrivano letterine che parlano di pathos e di estranei, come se fosse stato qui! Voglio smettere di credere alle coincidenze!